Quante volte ci siamo sentiti chiedere....così, oppure lo si legge costantemente in ANSWER, nelle domande poste da ragazzini e ragazzine neofite sulle particolarità di certe razze.
Vorrei..tentare di affrontare il problema in maniera piu diretta, e alcuni articoli che proporrò provengono da
sig.Riccardo Lubrano, che ne ha pubblicati su DOGNET.IT...il portale del cane.
Quanti, vedendolo girare per strada o in campagna, durante una passeggiata non hanno potuto far altro che notare il bellissimo..CLC ? CANE LUPO CECOSLOVACCO ?
E' un cane bellissimo, ma ha bisogno di un proprietario particolarmente attento....vediamo cosa dice in proposito Riccardo Lubrano ?
Ashoka e Voice of Wolf di proprietà di Riccardo Lubrano
Perché un Cane Lupo Cecoslovacco?
La mia passione verso questa razza è nata quando ero un bambino. Sono cresciuto con due Pastori Belga completamente neri con musi affusolati e orecchie minuscole. Avevano un grande istinto predatorio e un grande carattere. Dopo un po' di anni i miei due amici hanno avuto un nuovo compagno: un Pastore Tedesco non di razza pura che è stato un cane molto importante per me e per la mia famiglia. Ed è stato così che all'età di 15 anni ho iniziato ad appassionarmi sempre di più ai cani. Un altro evento importante nel mio rapporto d'amore con i quattrozampe è stata Dafne, una bellissima cuccioletta di Pastore Tedesco. Dafne, dopo essere cresciuta con me e dopo aver compiuto i due anni diede alla luce la sua prima cucciolata. Fu così che nacque Yago, un maschietto molto bello che si è poi rivelato il mio primo “grande” amore. Alto, slanciato, focato scuro con una testa sbalorditiva, era il mio compagno adorato di vita. Con il passare degli anni la mia casa ha accolto molti altri cani della stessa razza, ma sempre solo di sesso femminile. La passione mi portò ad addentrarmi sempre più nell'ambito allevatoriale; feci sei cucciolate e sperimentai in prima persona le gioie e..i dolori delle nuove nascite.
Quando venne a mancare Yago decisi che non avrei più voluto sentire parlare di cani. Ma la passione era tanta. Troppa! E l'amore anche. E fu così che arrivai a una nuova razza e, grazie anche alla mia compagna Serena, alla mia prima Lupa Cecoslovacca: Ashoka.
UN VIAGGIO SIMBIOTICO
Dopo un anno dall'acquisto di Ashoka io e Serena decidemmo di fare un altro passo. Volammo perciò in Repubblica Ceca per prendere il nostro secondo tesoro: Voice of Wolf.
Che dire ora a chi per la prima volta si avvicina a questi splendidi cani? La scelta del CLC è derivata dalla passione che sempre ho avuto per i lupoidi e i lupi, sia sotto il profilo caratteriale che morfologico. Il Lupo Cecoslovacco ti regala delle indescrivibili emozioni, ma bisogna essere dei veri appassionati per far fronte ai bisogni di un cucciolo di questa razza. Sono, infatti, cani che hanno un forte attaccamento al proprietario e alla famiglia (la “famiglia” costituisce il vero branco per il Lupo Cecoslovacco). E sono anche cani estremamente territoriali e molto intelligenti, ma allo stesso tempo decisamente sensibili. Un Lupo Cecoslovacco ha bisogno di molto moto ed esercizio fisico, anche se ci sono esempi di cani di questa razza che vivono tranquillamente in appartamento con proprietari che sanno garantire le giuste ore giornaliere di movimento e l'idonea educazione e socializzazione.
CUCCIOLI E CUCCIOLONI
Un cucciolo di CLC (Cane Lupo Cecoslovacco) solitamente è distruttivo come tutti gli altri cuccioli e cuccioloni che hanno tanta voglia di vivere e scoprire il mondo...e io mi preoccuperei se così non fosse. E' compito del padrone lasciare al piccolo a disposizione le "cose giuste" da “disintegrare” evitando di fargli avere accesso ad aree in cui è vietato categoricamente rompere qualcosa. Quando il CLC diviene adulto il problema diminuisce, anche se i cani di questa razza rimangono sempre terribilmente curiosi.
Ma cosa significa veramente avere un Cane Lupo Cecoslovacco? Non basta solo avere spazio in casa. Bisogna essere fortunati. Mi spiego meglio: in termini prettamente pratici la regola base è avere TANTA TANTA PASSIONE e crescere il cucciolo sino a età matura nel migliore modo possibile, socializzandolo molto, in modo che l'imput genetico ereditato dal lupo ( e che è molto forte nel CLC) non predomini troppo. Spesso i cani di questa razza, infatti, tendono a essere diffidenti e in questo caso il lavoro di socializzazione è importantissimo e basilare . Se una persona sa di avere il tempo necessario e la passione per dedicare un po' della sua vita alla crescita del cucciolo..…forse allora potrà essere in grado di avere un CLC.
Ma, a parte la necessaria socializzazione, non dimentichiamo che un CLC deve - per forza di cose - anche imparare a stare da solo. E per quanto riguarda lo spazio - certo per cani di questa razza è necessario! - ci deve sempre anche essere un box o altro luogo grande e confortevole dove il cane possa riconoscere la sua tana (e questo proprio grazie all' insegnamento del nuovo proprietario durante la fase di crescita) e dove saprà stare in caso di assenza del suo compagno “bipede”.
E ancora…Se serve un cane da guardia o un semplice “cane” non è certo la razza adatta. Se si ha tanta passione, invece, verso questi splendidi animali tempo e molta pazienza da dedicar loro .. allora sì, scegliete pure un Cane Lupo Cecoslovacco.
IO E I MIEI CANI
Io sono un privato che ha una coppia di Lupi Cecoslovacchi. Ho gia' allevato una cucciolata che è stata molto studiata per quel che riguarda la salute e la linea di sangue, il carattere e la morfologia. Ashoka si è accoppiata la prima volta con Byron Passo del Lupo, Campione Italiano e testimonial dell'azienda Sanypet/Forza10. Dalla loro unione sono nati quattro bellissimi cuccioli. Il mio compito alla loro nascita è stato quello di portare a termine un'accurata e selettiva ricerca del nuovo proprietario.
Perché? Perchè è basilare conoscere e capire quanto più possibile su ogni persona intenzionata all'acquisto di una cane di questa razza.
Permettetemi, ora, di dare un consiglio al neofita proprietario e compagno di vita di un CLC. Personalmente il mio consiglio è quello di frequentare un campo di addestramento (anche di base e riservato ai cuccioli) dove far socializzare il piccolo con cani di razze diverse. Il futuro CLC adulto deve essere , almeno fino ai due anni e mezzo, condotto il più possibile in mezzo alla gente, per conoscere situazioni e condizioni nuove, per imparare a condividere emozioni e vita quotidiana della famiglia che lo ospita. Non serve un proprietario che deve per forza essere un esperto o un professore..di etologia. Il saggio compagno di un cane di questa razza è colui che valutando la propria esistenza sa di doverla vincolare alla vita con un CLC , dedicandogli tempo e amore infinito. Mi rendo conto che questo dovrebbe valere per ogni persona che sceglie di introdurre un cane nella propria vita. Ma per chi vuole un Lupo Cecoslovacco al proprio fianco, si tratta davvero di un imperativo.
IDENTIKIT DEL PROPRIETARIO “TIPO”
Vorrei tracciare un breve profilo del proprietario ideale di un CLC.
E' colui che prima di prendere un cucciolo valuta i molteplici fattori che servono per garantire il massimo al cane. E' colui che gira per gli allevamenti e o i privati per scegliere la cucciolata più consona ai suoi gusti tenendo in considerazione le tre regole base: SALUTE, CARATTERE E MORFOLOGIA dei genitori.
I miei due CLC vivono in un area recintata grande, escono spesso con me e sin da piccoli li ho sempre portati ovunque. Sono abituati a stare soli nel loro territorio e il buon lavoro svolto in fase di crescita mi ha portato a stare tranquillo in ogni circostanza quando non sono a casa. I miei CLC non hanno mai provato a evadere dal loro territorio, vivono sereni e felici e io con loro perchè significa che i sacrifici che ho fatto hanno portato a dei risultati soddisfacenti.
Mi rendo conto che ci sono ancora tantissime cose da dire sul Lupo Cecoslovacco, ma per ora..basta così. Ci saranno nuove cucciolate di Ashoka e piccoli lupi che porteranno nelle vene il suo sangue e quello di Voice of Wolf. Li crescerò al meglio e spero che troveranno persone appassionate come me per diventare adulti. E per regalare ad altri il mondo di amore e di gioia che i miei cani mi hanno portato in dono e mi continueranno a donare. Art. di Riccardo Lubrano pubblicato su Dognet.it il 13/11/2008
Una mia semplice osservazione.....FACCIAMO UN ESAME DI COSCIENZA PRIMA DI PRENDERE UN CANE E PONIAMOCI ALCUNE DOMANDE: (in senso generale, cioè rivolto a tutti i cani di ogni razza)
1- Sarò in grado di gestire questo cane?
2- Quanto tempo posso regalargli durante le giornate, i mesi...sempre?
3- Cosa effettivamente desidero ricevere da un cane? (qui le rispote sarebbero infinite)
4- Perchè voglio un cane?
Cominciamo a rispondere a questa domanda...proprio la piu importante.....PERCHE' voglio un cane?
Barbarella
Aggiungo un interessante articolo di un noto allevatore e che pone in primo piano il discorso affettivo-famigliare-addestrativo del cane.....vediamo.....Luciano che dice.......
“CONSIDERAZIONI STRETTAMENTE PERSONALI”
Vi sono due regole diverse,ma con risultato finale molto simile per poter dare alcune regole ai vostri cani.
In molti siti internet troviamo molti consigli di come trattare un cane affinché
cresca educato ed impari le buone maniere.
Su internet troverete due regole e metodi con cui vi insegnano come poter educare il
vostro cane
1 – la regola dell’ addestramento affinché vi riconosca come “capo branco”
2 – la regola di insegnare ed educare per poter essere riconosciuti come un “amico”
Molti siti parlano di “come addestrare un cane”
Addestrare ha un significato che si usa negli ambienti militari o nell’insegnare regole per
attività fisiche e sportive (agility dog,obedience,rally ùobediemce,prove di utilità e
difesa e di utilità,ecc),
mentre in alcuni siti chiamano addestramento il metodo di insegnare al cane che
il proprietario dovrà essere il suo “Capo Branco” e il cane sottomesso ……
cioè il cane diverrà un tuo schiavo e spesso avrà paura di te,poiché insegnano:
Il cane deve sempre mangiare per ultimo, dopo che la famiglia ha terminato.Il cane deve essere sempre l’ultimo a passare da porte, cancelli, ecc. Dobbiamo essere noi a decidere i tempi di gioco, riposo e alimentazione. Il leader prende l’iniziativa: il subordinato, ad esempio, deve attendere che esso decida di giocare con lui, altrimenti dovrà attendere. Così dobbiamo essere noi a voler iniziare il gioco con il nostro cane. Se il cane viene e cerca un contatto per giocare, noi dobbiamo ignorarlo. Non bisogna sgridarlo, semplicemente rimanere indifferenti. Quando se ne sarà andato, allora prenderemo la pallina e lo inviteremo a giocare. Sono passati pochi minuti, ma il cane percepisce che siamo noi a decidereNon dare mai cibo a tavola. (qui sono in parte d’ accordo)Abituarlo sin da piccolissimo a farsi togliere la ciotola.Se volete dargli un bocconcino extra è bene pretendere che svolga un semplice esercizio (seduto, terra).Prima di dargli la ciotola dargli il comando "seduto-resta".Somministrare il pasto quando il resto della famiglia ha mangiato (in un branco il capo mangia per primo).Non impartire mai un ordine se non siete certi di poterlo fare rispettare. Basta un'unica esperienza in cui il cane si è sottratto con la fuga o si è opposto ad un comando senza essere punito, per rendere inefficaci tutti i precedenti esercizi.
Questo metodo,spiegano gli addestratori, è in base alla considerazione che i cani,essendo
discendenti dai lupi,erano abituati vivere in branco,in cui esistevano delle gerarchie.
Queste gerarchie esistono ovviamente ancora fra tutti gli animali selvatici,leoni,iene,
gorilla,ecc. in cui esiste questo sistema, anche per la conservazione e lo sviluppo e la
continuazione della specie.
I nostri cani non vivono più tra il branco, ed è assurdo considerare ancora una famiglia che
sia un branco,forse in certe famiglie esiste ancora il branco,si ma di “imbelli”…………..
Una famiglia deve accogliere un cane come facente parte della famiglia stessa e deve godere
delle stesse condizioni di vita,pur rispettando il cane,ma considerandolo che è un animale.
Voler umanizzare un cane è sbagliato,ma volergli bene,farsi rispettare e conquistare la
sua fiducia è essenziale, per poter avere in seguito un amico, che sarà felice e non obbligato di
ricevere consigli e ordini,poiché saprà che tu sei il suo migliore amico per sempre.
Quindi impariamo la parola INSEGNARE ed EDUCARE e abbandoniamo la parola ADDESTRAMENTO se il suo significato rappresenti le regole che ho scritto sopra e che si trovano in tanti siti.
Si potrà però usare questa parola per addestrare i cani nelle attività fisiche e sportive.
in cui vi sono regole precise e per cui non si può sbagliare e quindi il cane dovrà avere
un feeling e una attenzione particolare verso il suo conduttore.
Insegnare ed educare un cucciolo o ad un cane è il miglior metodo,per avere un cane che vi
stimerà,avrà fiducia e non si rifiuterà mai di eseguire una vostra richiesta.
Questi sono i metodi migliori affinché un cane diventi il vostro amico e non abbia mai
PAURA di voi.
L'educazione di base è importante per vivere con il nostro cane una vita familiare e sociale piacevole e senza problemi. Attraverso l'educazione di base il cucciolo imparerà a non sporcare in casa, camminare al guinzaglio senza tirare, accorrere quando viene chiamato ma senza saltarvi addosso e a restare per brevi periodi da solo. Essa costituisce inoltre
una premessa per ulteriori insegnamenti, che si potranno iniziare, gradualmente, dopo alcuni mesi oppure anche a 6/8 mesi-
Le regole per il cane. Prima di iniziare ad impartire lezioni al nostro cucciolo dobbiamo avere chiaro nella nostra mente che il cane domestico appartiene a una specie che comunica, in maniera geneticamente determinata, attraverso segnali visivi, acustici ed olfattivi e atteggiamenti del corpo. Sulla conoscenza di questi segnali si fonda la possibilità, per l'uomo, di capire l'animale e di trasmettergli, a sua volta, una serie di messaggi
I sistemi educativi. L'educazione e gli insegnamenti ,sono basati su tre strumenti: la ripetizione, la gratificazione e la punizione. La ripetizione è di fondamentale importanza e vi aiuta a capire la capacità di apprendimento dell'animale. Le ricompense per avere svolto in modo corretto ciò che gli è stato richiesto possono essere complimenti, carezze o pezzettini di cibo (una o due crocchette). In questo modo il cucciolo capisce che la riuscita di quanto richiesto è seguita da una ricompensa. Il castigo è un "NO" secco, detto con convinzione e possibilmente con autentica irritazione, ma senza isterismi.
E' importantissimo capire che gratificazioni e castighi devono essere impartiti nel momento in cui il cane fa bene o sbaglia. Ad esempio, colui che scopre che il proprio cane è scappato e quando torna lo castiga, compie uno sbaglio enorme poiché il cane associa ritorno=punizione o quantomeno si disorienta; se invece fosse stato rimproverato al momento della fuga, avrebbe compreso lo sbaglio; ecco perché molte persone che chiamano il proprio cane non hanno risposta di obbedienza: in passato lo hanno rimproverato nel momento sbagliato.
Il richiamo: Il cane deve imparare a rispondere quando viene chiamato per nome o con altri richiami convenzionali come un fischio. Una pronta risposta può evitargli grossi problemi: pensate ad esempio ad un cane fermato mentre sta per attraversare una strada trafficata attratto da qualcosa che sta dall'altra parte. E' buona norma chiamare il cucciolo solo quando è necessario, usando un richiamo breve e facile da identificare.
Una tecnica per iniziare consiste nel nascondersi e chiamare prontamente il cucciolo non appena lo vedete cercarvi smarrito. Quando risponde prontamente gratificatelo con complimenti e premi senza però trattenerlo, ma vezzeggiatelo facendogli capire che siete felici che sia arrivato e che non avete intenzione di legarlo. Se anziché rispondere si allontana non inseguitelo, ma lo chiamate allontanandovi dalla parte opposta.
Non mettevi mai nella situazione perdente di chiamarlo mentre è attratto da una situazione per lui irresistibile, come ad es. giocare con un altro cucciolo; in questo caso, se non potete aspettare, distraetelo con un biscotto, mettergli il guinzaglio e invitatelo allegramente a seguirvi.
Ma sempre con tranquillità,ma con fermezza.
Se lo chiamate, dopo che ha combinato qualche guaio, non lo punite mai quando vi raggiunge altrimenti assocerebbe la risposta alla punizione.
In poche parole dovrete assicurarvi che il cane abbia la massima fiducia in voi e
che capisca che voi siete il suo amico e non il capobranco di una tribù o di un
branco di animali. Lui senz’ altro,.essendo intelligente,saprà che vive assieme
alla sua famiglia.
In una famiglia,si dovrà insegnare ed educare il cucciolo o un cane tutti con lo
stesso sistema educativo,questo è molto importante,affinché il cane non vada
In confusione. Quindi dovranno essere usati gli stessi metodi per tutti e nessuno
dovrà avere metodi diversi,ma soprattutto con la massima tranquillità, e se per
caso non capisse subito,smettete e riprendete più tardi,altrimenti insistendo
troppo si stresserà e non imparerà nulla.
Ricordate inoltre che i cani hanno una formidabile memoria sia uditiva,olfattiva
e tutti i vostri movimenti del corpo e dei fatti accaduti
Voglio aggiungere, oltre alla notevole descrizione, che la parola ADDESTRARE non deve essere interpretata come una serie di azioni coercitive, oggi....come oggi, nemmeno la SAS....Società Amatori Shaferunde considera la parola ADDESTRARE come sistema militaristico e coercitivo, ma semplicemente è compresa in essa una serie di indicazioni come Educare, Insegnare, Obbedienza, nella maniera piu dolce possibile, mentre nel discorso DIFESA e GUARDIA...molto vale la sua dinamica di apprendimento associata alla sua azione naturale.....quella del suo ISTINTO e PREDISPOSIZIONE.....e qui...l'addestramento non c'entra piu.
Barbarella